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I Tempi Concreti |
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Peppe Cavallari, nato in Calabria nel 1979, dopo gli esordi nei concerti di poesia di Luigi Bianco, è cresciuto come poeta e performer tra Pisa, dove ha studiato filosofia e psicanalisi, e Firenze. Insieme agli scrittori ed attori habituè del celebre Caffé Storico-Letterario Giubbe Rosse (tra questi, Roberta Vezzosi e Alfredo Allegri) ha ideato e portato in scena i suoi spettacoli psicopoetici (“Medesime attendibilità, inesatte”, “Io non sono io, soltanto un sosia”) con originali adattamenti teatrali di autori quali Borges, Kafka, Pessoa e Freud, ospitati nelle rassegne de La Limonaia, Castello dell’Acciaiuolo e CinemaTeatroLux. Ora vive a Genova, dove presenta i propri show di canzone e poesia in una libreria come in un caffè o in una piazza. E’ attore e coreografo di cortometraggi e foto e video art, nel 2005 è stata pubblicata (per le Edizioni ETS) la sua prima raccolta di poesie e monologhi, “Ma quella caffettiera non gira più”. Sarà ospite del 15° Festival Internazionale di Poesia, e interprete protagonista nello spettacolo Citta fantastica-Il lungo canto di Lorenzo Calogero, promosso dall’associazione culturale fiorentina Villanuccia e prodotto dal Teatro di Pontedera. (Insuperabili i suoi primi piatti a base di pesce). |
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Il pianista si scusa ma aveva altro da fare
L’umoristica assenza del fantomatico pianista diventa l’idea vibrante, anzi addirittura il tema del poetic show nel quale questa volta Peppe Cavallari si diverte a cimentarsi con una difficoltà volutamente imprevista, la mancanza appunto dell’accompagnamento musicale, conducendo un discorso meta-teatrale (in certi passaggi quasi una disquisizione, un’elucubrazione) che vuole essere anche la parodia, a tratti polemica a tratti auto-ironica, della più classica lettura di poesia che mai è stata concepita in un repertorio e in una formazione decisamente performativi. Dopo aver comunicato la defaillance leggendo in pubblico la lettera “riservatissima” con la quale il musicista ha confermato la sua assenza, motivandola con argomentazioni inaspettate e provocatorie, Peppe inanella le sue favole, le sue poesie, muovendosi come un buffo sciamano nell’incantevole penombra della galleria, mettendo il pubblico alla prova del suo stesso contagioso imbarazzo, l’ostentato imbarazzo di chi è stato abbandonato ai propri versi (alle parole crude, alla poesia senza musica, senza scuse, senza alibi): la solitudine scenica dell’artista che non sa cosa dire e cosa fare. |

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Venerdì 24 Aprile, ore 19:00 Peppe Cavallari eseguirà : Il pianista si scusa ma aveva altro da fare. Quel che farà Peppe non si s, per sua stessa ammissione, però Conoscendolo la sorpresa sarà senz’ altro piacevole. |
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Ore 17:30 presso Book in the Casba, presentazione del libro “La distrazione” di Andrea Inglese. Interverranno Paolo Zublema, Guido Caserza e l’autore.
Ore 19:00 presso Galleria Studio 44 reading di Andrea Inglese.
Andrea Inglese (1967) poeta, saggista e traduttore. Ha pubblicato un saggio di teoria del romanzo dal titolo L’eroe segreto. Il personaggio nella modernità dalla confessione al solipsismo (2003), i libri di poesia Prove d’inconsistenza, in VI Quaderno italiano (Marcos y Marcos, 1998), Inventari (Zona 2001), Bilico (d’if, 2004), Quello che si vede (Arcipelago, 2006), La distrazione (Luca Sossella, 2008) e il libro di prose Prati / Pelouses (Camera Verde, 2007). In Francia, è stato pubblicato Colonne d’aveugles, in edizione bilingue con traduzione di Pascal Leclercq (Le Clou Dans Le Fer, 2007). È uno dei fondatori de blog letterario Nazioneindiana.
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16 Maggio, ore 19:00 Andrea Inglese presenta “La distrazione” I Poeti dei Quaderni I |
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Guardali come ostinati scendono , e cedono ad ogni passo, e dimenticano a lato, indietro, poche cose, tutte quelle che hanno, un giornale, un sacchetto di semi, un bicchiere di plastica, ma anche i nomi scordano, di persone persino vicine, che scendono con loro, con l’acqua fino all’inguine, e poi le alghe e la schiuma sudicia al petto, e dopo, per la pressione, la difficoltà del respiro, quando anche la vista cala, scendono del tutto, le testa sotto, fino a capovolgersi, perduti i punti di riferimento, la luce offuscata, verde, nessuna possibilità di risalita, più. |


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