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Hans Heinrich Schwendener |






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Hans H. Schwendener
L’ultimo disegnatore
inaugurazione giovedì 1 febbraio 2007
Galleria Studio44 vico Colalanza 12r Genova [da p.za Banchi, via S. Luca, terzo vicolo a destra]
1 – 18 febbraio, da mercoledì a domenica / 16.00 – 19.00
Sette anni nei vicoli del centro storico genovese, per la prima volta esposte opere dagli anni Settanta ad oggi del poliedrico artista svizzero…
Fumettista, scultore, scenografo per il teatro e per il cinema, infine pittore: una carriera lunga, senza dubbio. Hans Schwendener è nato a Buchs (San Gallo, Svizzera) nel 1947, eppure non si trova nella sua arte quello che ci si aspetterebbe da un artista svizzero nato subito dopo la fine della seconda guerra mondiale, o meglio, non solo questo.
I suoi studi sull’uomo, sul linguaggio e sulla tradizione dell’arte si risolvono immancabilmente in un estro personale che contraddistingue tutta la ricerca di Schwendener. Quando, nel 1999, si trasferisce nel centro storico genovese, l’artista ha alle spalle una lunga esperienza, non priva di tumulti: scultore scenografo per il teatro Schauspielhaus di Zurigo e stimato vignettista per una nota rivista svizzera (la WOZ). Negli anni Settanta quest’ultima attività trova inaspettato quanto originale coronamento; il movimento femminista non gradisce l’irriverente ironia con la quale i bozzetti di Hans canzonano il gentil sesso: crescono le proteste, crescono le pressioni e il licenziamento coatto punisce e conferma il giovane talento di Schwendener.
Sceso a Genova si può dire per caso, sulle tracce nascoste di una tradizione che da molti secoli porta gli artisti svizzeri nel capoluogo ligure, l’attività regina di Hans è ancora il disegno: gli studi sugli angeli di Staglieno sono varianti plastiche e intimistiche delle sintetiche scene di vita urbana che popolano decine di taccuini.
L’osservazione della città portuale si ripete quotidianamente da quasi otto anni, nei carboncini e nelle tavole che raffigurano prostitute, passanti, amanti di diverse etnie, i pigmenti dei volti umani sono i colori dei vicoli e le architetture che strozzano la vita sono sempre intuibili anche se mai esplicite. Oltre alle più recenti opere di pittura (il ciclo Tambury Man e sorprendenti commistioni ispirate a Bosch, Velasquez e Grosz), sono in mostra alcune sculture realizzate nel periodo in Piemonte e mai esposte prima; se si considera il fatto che la produzione di Schwendener comprende centinaia di opere fra disegni, dipinti e sculture, la selezione risulta necessariamente drastica ma di certo rappresentativa.
Luca Bochicchio |
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